Occupazione di Gaza - il Supporto di Fonti di Pace

Aggiornamento di Marzo 2025

Gaza, la tregua iniziata il 19 gennaio scorso non sta portando benefici alla popolazione civile. L’accordo prevedeva l'ingresso di aiuti umanitari nel territorio devastato da oltre 15 mesi di aggressione. Dal 2 marzo scorso  Israele ha bloccato  i convogli di aiuti umanitari per fare pressione sul movimento di Hamas affinché liberi tutti gli ostaggi, aiuti che comunque dalla dichiarata tregua entravano in misura ridotta rispetto alle necessità.

 

Intanto a Gaza si continua a morire  per fame  e freddo e i più colpiti restano i bambini. Pesavano meno di due chili,  tre dei cinque neonati morti a Gaza nei giorni scorsi. Sono stati uccisi  dal gelo e   per la mancanza di adeguati ripari. Le tende sono inzuppate d’acqua e non c’è possibilità di scaldarsi.  Le casette mobili e altre tende che dovevano arrivare a Gaza sono bloccate ai valichi. E così i generi alimentari, acqua, farmaci, carburante.

Dal 18 marzo scorso Israele ha ripreso pesanti attacchi su tutta la striscia, interrompendo una tregua che tuttavia mai era iniziata. Nelle ultime 48 ore si contano oltre 478 martiri di cui 174 sono bambini. Il genocidio continua.  Hamas ha ribadito la sua richiesta di ritiro dell'esercito israeliano dal sud  di Gaza e da tutta la striscia e ha dichiarato: "se l'occupazione riprende le sue aggressioni, non avremo altra scelta che difendere il nostro popolo”.

 

Il blocco degli aiuti umanitari è  un crimine di guerra . “Il diritto umanitario internazionale è molto chiaro: Israele deve garantire l’accesso agli aiuti vitali ed essenziali”, ha affermato nei giorni scorsi Thomas Fletcher, responsabile degli affari umanitari delle Nazioni Unite.

 

Stiamo assistendo, nel silenzio della comunità internazionale, alla pulizia etnica del popolo Palestinese. Ma una grande e orgogliosa risposta ce la danno  donne, uomini,  e bambini che  nella  sofferenza e nelle privazioni hanno rafforzato la loro  quotidiana Resistenza gestendo le continue violenze e contemporaneamente  mantenendo   un atteggiamento di sfida all'oppressione. 

Un esempio è il  ritorno nei governatorati a nord  di Gaza di tante famiglie sfollate, compreso il personale educativo che segue il progetto della “scuola tenda”.

Lo scorso mese di febbraio il progetto   educativo a Deir Balah  era  stato temporaneamente sospeso. La nuova situazione ha   reso infatti necessario   verificare  l’elenco dei bambini, che seguendo le famiglie sono tornati  tra le macerie delle loro case nel nord della striscia e sulla base della nuova collocazione delle famiglie  riadattare il progetto. Questo  ha comportato lo spostamento delle attrezzature acquistate quali lavagne, banchi e tappeti   per allestire  un nuovo spazio educativo. 

 

Nel campo profughi di Shaty, governatorato di Gaza City, i nostri collaboratori locali hanno  trovato un immobile parzialmente danneggiato, ma che con  accurata pulizia e sistemazione  è stato reso utilizzabile, in allegato foto. Hanno  registrato 40 bambini di età  compresa tra gli 8 e 12 anni,  alcuni casi sono nuovi.  Il 3 marzo scorso sono ripresi gli insegnamenti di   arabo, inglese, matematica e disegno, attività che erano state sospese per  circa 15 giorni.

Oggi il team degli insegnanti è in grado di garantire quattro giorni di lezioni alla settimana. Sono stati forniti materiali didattici, quaderni , penne e colori. Nonostante queste sfide e in mezzo alle avversità, il  team di insegnanti e collaboratori rimane impegnato e determinato a garantire l' istruzione ai bambini.

 

Il nostro partner locale ci ha comunicato che, quale conseguenza della ripresa dei bombardamenti su tutta la striscia di Gaza, le lezioni sono momentaneamente sospese.



Aggiornamento di Febbraio 2025

NEI GOVERNATORATI A NORD DELLA STRISCIA DI GAZA

Agli inizi del mese di febbraio, le forze israeliane di occupazione hanno smantellato le loro postazioni militari e hanno ritirato i carri armati dal corridoio Netzarim sulla via Salah al Din, permettendo ai veicoli di passare in entrambe le direzioni. Pur nella consapevolezza della distruzione profonda delle strutture, infrastrutture, scuole, università, ospedali oltre 600 mila palestinesi hanno lasciato i luoghi di sfollamento del centro-sud della striscia di Gaza per tornare nelle loro case. Tra le macerie, bombe inesplose, cadaveri ancora da recuperare per una degna sepoltura, le famiglie di palestinesi sono tornati a casa consapevoli delle difficoltà che dovranno affrontare, ma certi che lì vogliono restare.

Il nostro partner nella striscia di Gaza, Social Media Club Palestine è riuscito a spostarsi nel Nord della striscia di Gaza.

Con i contributi dei donatori di Fonti di Pace sono stati acquistati e distribuiti pacchi viveri a 125 famiglie in varie aree del Nord di Gaza.

Report dettagli sulla distribuzione:
125 pacchi alimentari contenenti verdura fresche e pollo.

La distribuzione è stata effettuata in diverse aree nel nord di Gaza: Shaty Camp, Shekh Redwan Square, Al Nasser Square, Beit Hanoun, Jabalia Camp con punti di distribuzione designati per garantire la consegna sicura dei pacchi ai beneficiari. È stato effettuato un coordinamento preventivo-conoscitivo per facilitare la consegna; tuttavia abbiamo dovuto affrontare diverse sfide che hanno reso difficile le fasi di distribuzione. La scelta delle località di intervento si è basata sia sulla presenza di famiglie sfollate nell’ultimo mese dal centro-sud al nord della striscia, ma soprattutto abbiamo cercato di raggiungere le famiglie che negli ultimi 16 mesi erano rimaste nei governatorati del nord di Gaza.

Sfide:
Difficoltà negli spostamenti a causa delle strade distrutte e per la presenza di macerie e bombe inesplose che hanno rallentato il processo di distribuzione e in taluni casi reso difficoltoso l'accesso ad alcune aree.
Il prezzo del gasolio ha raggiunto i 40 shekel al litro, determinando un aumento delle spese logistiche per il trasporto dei pacchi alimentari. Per questo la distribuzione degli aiuti alimentari è stata limitata a 125 pacchi. Anche i costi per l’acquisto di generi alimentari restano alti.
Abbiamo incontrato situazioni di massima povertà, famiglie che da mesi sono sopravvissute nelle strutture Unrwa o tra le macerie in un contesto di distruzione totale.

Impatto:
Le famiglie beneficiarie hanno espresso la loro profonda gratitudine per l'assistenza alimentare che ha portato sollievo. Molte famiglie si trovano ad affrontare una grave carenza di cibo, acqua, coperte, materassi, vestiario. Questo intervento ha contribuito ad alleviare le loro difficoltà quotidiane, tenuto conto che le famiglie non hanno disponibilità economica per garantirsi i beni di prima necessità.

Conclusione:
Nonostante le difficoltà l’associazione Social Media Club Palestine ha consegnato con successo pacchi alimentari a 125 famiglie bisognose nel nord di Gaza, riaffermando il proprio impegno nel fornire sostegno umanitario alla comunità palestinese che da oltre 15 mesi vive sotto i bombardamenti.



Attività di Gennaio

Da gennaio 2025 Social Media Club Palestine, grazie al sostegno delle Associazioni Fonti di Pace e SOS Palestina, ha iniziato il progetto educativo nei campi per sfollati nell’ area di Deir al-Balah - Al-Zawayda, fornendo programmi educativi a 40 bambini dai 6 ai 12 anni.

I programmi si sono svolti cinque giorni a settimana con l’insegnamento delle materie: inglese, arabo, matematica e arte. Inoltre, sono state integrate attività di sostegno psicologico per sostenere il benessere emotivo dei bambini.

Nonostante le sfide affrontate nel processo educativo, sono stati compiuti progressi significativi nelle materie del programma. È necessario continuare a fornire sostegno accademico e sviluppare quello psicologico agli studenti per garantire il loro sviluppo.

Attività educative svolte:

  • Grado 1-2
    • Le materie essenziali sono state insegnate regolarmente, con attività volte al miglioramento delle capacità accademiche dei bambini.
    • Lingua inglese: Insegnamento delle lettere alfabeto e dei numeri, apprendimento nuove parole come i colori e nomi di animali.
    • Arabo: insegnamento delle lettere alfabeto.
    • Matematica: apprendimento dei numeri.
    • Arte: insegnamento di forme base e tecniche di colorazione
  • Grado 3-4
    • Lingua inglese: revisione di lettere e numeri, apprendimento delle regole grammaticali per la scrittura e dialogo.
    • Matematica: insegnamento delle operazioni matematiche
    • Arte: migliorare le capacità nel disegnare forme e nell'utilizzare i colori nell'espressione artistica.
    • Lingua araba: leggere e scrivere lettere e numeri.
    • Sono state organizzate sessioni di pittura per fornire sollievo psicologico ai bambini, aiutandoli ad affrontare le sfide e i traumi che stanno vivendo.

Attività Ricreative:
Durante il mese sono state organizzate due giornate ricreative per portare gioia e conforto ai bambini.

Le sfide affrontate dagli insegnanti:
Alcuni studenti che già avevano frequentato i primi anni di scuola primaria avevano dimenticato lettere, numeri e colori, sia a causa dell'interruzione degli studi, ma soprattutto per i traumi patiti. Abbiamo fatto i conti con la poca concentrazione da parte dei bambini e i tempi lunghi per la realizzazione di scritti o fare semplici disegni.
Taluni casi hanno dimostrato difficoltà nell esposizione e nella pronuncia dei termini.

Trauma emotivo e psicologico:
Molti bambini che vivono nei centri di sfollamento hanno convissuto con violenze, morte e distruzione. Questi traumi hanno generato stati di ansia, paura e difficoltà di concentrazione. Queste condizioni influiscono negativamente sull’apprendimento e comportamento dei bambini.

Stato attuale:
Considerata la possibilità di ritorno nel nord della striscia Gaza da parte di tante famiglie sfollate, stiamo valutando di spostare ed allestire la scuola tenda nel Nord della striscia di Gaza, luogo di provenienza dei bambini che seguono il programma educativo. Le famiglie sfollate infatti intendono tornare nelle loro case nonostante siano danneggiate o distrutte perché non vogliono lasciare la loro terra natale.

Cambiamenti legati alla situazione:
E’ previsto lo spostamento della tenda scuola Educativa nel Campo Profughi di Shati, dove continueremo ad insegnare ai bambini e bambine che con le famiglie sono ritornati nel nord della striscia.

Previsione attività progetto:
Rimaniamo impegnati a fornire istruzione e sostegno psicologico ai bambini continuando a lavorare per migliorare la loro qualità di vita in queste circostanze difficili.



Aggiornamento 7/1/2025

Scuole chiuse nelle striscia di Gaza da ottobre 2023, dove almeno l'84% delle strutture scolastiche hanno necessità di una ricostruzione completa o di una riabilitazione significativa prima di poter riprendere le lezioni. Quello a cui stiamo assistendo è una distruzione sistematica e deliberata del sistema educativo di Gaza, scuole, università da parte di Israele che non dobbiamo avere il timore di indicare quale "scolasticidio".

Anche per l’anno scolastico 2024/2025 circa 45.000 bambini e 625.000 studenti non hanno potuto iniziare la scuola e non hanno ripreso gli studi.
Per i più piccoli, non andare a scuola è una minaccia per il loro sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo. Le famiglie segnalano frustrazione ed isolamento nei loro bambini.
I giovani, che hanno interrotto forzatamente gli studi, sono esposti a rischio di sfruttamento, lavoro minorile, matrimonio precoce e di abbandono del percorso scolastico.

L’istruzione non è solo apprendimento e opportunità di svilupparsi, ma anche pratica sociale che risponde alla domanda di comunità. Per questo pensiamo che i bambini di Gaza hanno bisogno di socialità per affrontare il trauma che stanno vivendo. Il Diritto Internazionale Umanitario deve essere rispettato e questo vuol dire anche salvaguardare le scuole e gli spazi civili e ai bambini deve essere garantito il diritto all'istruzione anche in mezzo al conflitto.

Con queste premesse abbiamo accolto la proposta dal partner locale Social Media Club Palestine per realizzare un progetto educativo.

Progetto "Iniziativa educativa per migliorare l'istruzione"

Il progetto si realizza in una tendopoli in Deir el Balah in cui i civili sfollati affrontano gravi e difficili situazioni dovute dalle scarse risorse e cattive condizioni di vita all'interno delle tende.

Le famiglie del campo lottano contro la povertà e non sono in grado di soddisfare i bisogni base dei loro figli. Queste difficili circostanze e bisogni hanno reso il campo un luogo importante per la realizzazione del progetto. Le famiglie hanno accolto con positività la proposta, nella quale vedono una risposta urgente al bisogno di scolarizzazione, di socializzazione, ma anche un benessere psicologico per i bambini.

Il progetto è iniziato il 4 gennaio 2025 e durerà 3 mesi. Si offrono corsi educativi a 40 bambini, di età compresa tra i 6 e 12 anni, che vivono nella tendopoli "campo comunale" di Deir el Balah.
Insegnanti qualificati si sono uniti al team dell’associazione Social Media Club Palestine; insieme praticheranno modalità di insegnamento interattive, tra cui anche giochi educativi, per rendere l'apprendimento dei bambini coinvolgente e partecipato.

Per la realizzazione delle attività è stata allestita una tenda scuola con banchi e lavagne. La tenda è divisa in due parti per permettere le attività scolastiche diversificate per i più grandi e i piccini. E’ stata consegnata a ciascun bambino una sacca contenente matite, colori e quaderni.

Le lezioni si tengono quattro giorni alla settimana dalle 10:30am alle 02:00pm
Le materie di insegnamento: Arabo- migliorare le capacità di lettura, scrittura e comprensione; Inglese- sviluppare la comunicazione e il vocabolario di base; Matematica- rafforzare i concetti fondamentali e le capacità di risoluzione dei problemi. Completano sessioni di disegno e pittura.

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Nel corso del mese di Dicembe scorso sono state distribuiti 70 Kit igienici contenenti materiali per la pulizia e igiene di donne e bambini.

Secondo le Nazioni Unite, 690.000 donne a Gaza hanno urgentemente bisogno di prodotti per l’igiene mestruale, insieme all’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari, mentre la crisi umanitaria peggiora.

“La dignità è scomparsa”, ha detto una donna palestinese, sottoposta all’implacabile aggressione israeliana a Gaza, a vivere in campi per sfollati sovraffollati e senza privacy.

Le famiglie che hanno beneficiato del Kit vivono sfollate nei campi profughi di Deir Al-Balah e Al-Zawaida.
I kit distribuiti includevano i seguenti articoli: crema per le mani, assorbenti igienici, pannolini per bambini, confezione di latte in polvere, calzini, fazzoletti, salviette umidificate, shampoo.

Il nostro partner locale Social Media Club Palestine, dopo aver confezionato i pacchi, ha organizzato il trasporto in un processo di distribuzione volto anche a garantire la sicurezza del team e ha stabilito un coordinamento con le istituzioni preposte al controllo dei luoghi di sfollamento.

Le famiglie hanno espresso la loro gioia e gratitudine per le consegne dei kit rappresentando la necessità dei prodotti contenuti nel pacco.

Questa iniziativa fa parte degli sforzi di Fonte di Pace per supportare le famiglie bisognose nei campi profughi. Continuare a sostenere le attività di emergenza di Fonti di Pace significa portare un concreto aiuto alla popolazione della striscia di Gaza.

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Aggiornamento 6/12/2024

Distribuzione di 40 pacchi di verdura alle famiglie palestinesi nei campi profughi di Deir Al-Balah e Al-Zawaida

Grazie ai contributi dei sostenitori il nostro partner locale a Gaza, Social Media Club Palestine, è riuscito ad acquistare verdura. Sono stati predisposti 40 pacchi contenenti patate, cipolle, pomodori, bietole, avocado, cetrioli, aglio, melanzane, peperoni. I pacchi di verdura sono stati distribuiti nei campi di Deir Al-Balah e Al-Zawaida. L'associazione ha consegnato i pacchi in coordinamento con i comitati locali dei campi per garantire che gli aiuti raggiungessero i più bisognosi.

Continuate a sostenere la popolazione Palestinese attraverso le attività di Fonti di Pace.



Aggiornamento 29/11/2024

Grazie alla collaborazione dell'associazione Social Media Club Palestine 26 bambini e bambine hanno partecipato a giornate ricreative. Sono state consegnate matite colorate e fogli da disegno e distribuite merendine e bibite.

I bambini attraverso il disegno hanno espresso i loro sentimenti di come stanno vivendo questa orribile e crudele quotidianità.

I disegni saranno raccolti in una pubblicazione. Il ricavato della vendita andrà per il progetto "scuola" per 30 bambini e bambine che vivono sfollati nel campo di Deir Balah.

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Grazie ai contributi dei donatori i nostri partner a Gaza hanno acquistato materiale per igiene personale (saponette, shampoo, salviette igiene intima, carta igienica, pannolini) e distribuito 108 Kit alle famiglie sfollate in Deir Balah.



Grazie alla collaborazione dell'Associazione Social Media Club Palestine sono stati distribuiti 10.000 litri di acqua nel campo sfollati di Nuseirat.



Aggiornamento 11/07/2024

Grazie ai contributi dei donatori e alla collaborazione con il Palestinian Medical Relief Society è iniziata la distribuzione del latte in polvere per bambini da 0 a 2 anni. È stato complicato riuscire a trovare il latte, ma era una delle priorità che ci erano state esposte. Le madri partoriscono in condizioni difficili e dopo una gravidanza di sofferenza, con scarsa alimentazione e di nutrimento adeguato per loro e i figli. Dopo il parto i neonati hanno bisogno di sostegno alimentare vitaminico, stante anche che tante madri non riescono ad allattare i loro figli. Il latte in polvere può sopperire alle necessità alimentari del neonato. Continuamo a sostene i bambini e la popolazione palestinese di Gaza.

Grazie
Fonti di Pace



Aggiornamento 20/05/2024

Report della nostra cooperante Giuditta Brattini

Il Ministero della Salute palestinese avverte della grave carenza di medicinali e materiali di consumo medici necessari per fornire servizi di emergenza, operazioni, cure primarie e vari servizi sanitari, il cui saldo è diventato pari a zero negli ospedali e nella fornitura di servizi, mettendo a rischio la vita dei pazienti. Fa appello a tutte le istituzioni umanitarie internazionali affinché si adoperino per fornirli e introdurre i beni necessari, alla luce della continua aggressione e occupazione israeliana di tutti i valichi della Striscia di Gaza.

Aggiornamento:

Ministero della Sanità palestinese a Gaza.
20 maggio 2024

Rapporto statistico quotidiano sul numero dei martiri e dei feriti a seguito dell'aggressione israeliana in corso nella Striscia di Gaza per il 227° giorno.

L'occupazione israeliana ha commesso 10 massacri contro famiglie nella Striscia di Gaza, provocando la morte di 106 persone e il ferimento di 176 palestinesi nelle ultime 24 ore.

Numerose vittime sono ancora sotto le macerie e sulle strade, senza che le ambulanze e la protezione civile possano raggiungerle.

Il bilancio dell'aggressione israeliana è salito a 35.562 morti e 79.652 feriti dal 7 ottobre scorso.

Il Sottosegretario Generale alle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari Martin Griffiths dichiara: “la carestia nel nord di Gaza è imminente. I palestinesi della striscia stanno affrontando una crisi insostenibile alla luce della mancata fornitura di aiuti al nord, una violazione del Diritto Internazionale Umanitario”.

Il nostro partner nella striscia di Gaza Palestinian Medical Relief Society, grazie ai contributi raccolti ed inviati, ha iniziato a distribuire 65 pacchi viveri a famiglie sfollate nelle tendopoli. La distribuzione era in corso nell’area di Rafah, ma il team del Palestinian Medical Relief Society ha dovuto evacuare e sospendere la distribuzione causa l’invasione israeliana via terra e come ci scrive dr. Aed Yaghi direttore del P.M.R.S. di Gaza “è importante avere in “sicurezza” i nostri operatori.” Ci auguriamo di poter riprendere la distribuzione al più presto.

Il pacco contiene: pasta, riso, olio, formaggio, farina, scatolette di: carne, ceci, pomodoro, fagioli, pesce e una confezione di thè



Aggiornamento 5/02/2024

Il 29 gennaio scorso Fonti di Pace ha fatto arrivare a La Spezia un carico di farmaci, kg. 180 destinati a gaza al nostro partner locale Palestinian Medical Relief Society che porterà servizi di assistenza sanitaria primaria ai civili sfollati nelle scuole Unrwa e nelle tendopoli.

Il trasporto da Verona è stato fatto dalla Comunità Islamica di Verona, che ne ha sostenuto le spese. I farmaci sono parte di un convoglio organizzato dalla CGIL Nazionale, che sta raccogliendo materiali e farmaci da far arrivare alla popolazione stremata di Gaza. La nave con i materiali e beni partirà nei prossimi giorni alla volta di Port Said, Rafah e Gaza.

I farmaci sono stati donati a titolo gratuito dall'Unione Medico Missionaria Italiana. Il valore del carico è di euro 12.297,92. La scadenza dei farmaci è da aprile 2024 al 2027.

Unitamente ai farmaci quali anticoagulanti, acido folico, antibiotici, disinfettanti intestali, crema per malattie pelle (scabbia), igienizzanti oculari, nasali, vaginali, antinfiammatori, vitamine, complesso di ferro, antistaminici, antipiretici, ci sono anche materiali sanitari: guanti, bende, cerotti, cotone, garze sterili.

Dal 7 di ottobre scorso l'aggressione israeliana contro i civili della striscia di Gaza ha portato a 27.478 morti, di questi il 70% sono bambini e donne, e 66.835 feriti. Molti civili sono ancora sotto le macerie.

Da un rapporto di Save the Children dell'8 gennaio scorso: " in media più di 10 bambini al giorno, hanno perso un arto. In 3 mesi a più di 1.000 bambini e bambine sono state amputate una o entrambe le gambe, senza neanche l'anestesia."

Circa 1 milione e 700mila civili sono stati costretti ad abbandonare le loro abitazioni e di queste oltre il 50% è stata completamente distrutta o seriamente danneggiata. La popolazione vive in "rifugi" come scuole Unrwa, strutture governative e tendopoli.

Situazioni igienico-sanitarie insostenibili: infezioni intestinali e respiratorie, malattie contagiose, vaiolo, meningiti, epatite.

Inoltre i "rifugi" non sono luoghi sicuri e vengono attaccati dall'esercito israeliano.

Di 36 ospedali nella striscia di Gaza solo 6 sono operativi, tenuti sotto attacco dei cecchini e con difficoltà per i mezzi di soccorso di raggiungere i feriti. Gli ospedali hanno perso la loro capacità di prestare soccorso e cura, mancano medicine, materiali sanitari, attrezzature.Sono state colpite 121 ambulanze, 337 sanitari sono stati assassinati nel corso delle incursioni e 90 tra medici ed infermieri sono stati sequestrati dall'esercito israeliano.Mancano acqua potabile, cibo, carburante.

L'intervento di Fonti Pace è una goccia in un mare di bisogni, ma un segnale di presenza e sostegno alla popolazione civile che dal 4 mesi sopravvive sotto le bombe, contro un'aggressione che possiamo definire una rappresaglia contro i civili.



Aggiornamento 26/10/2023

Un video dalla nostra collaboratrice, a Gaza al momento delle prime incursioni ed ora a Rafah

Guarda il video >>

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Gaza, è una maceria.

La popolazione è stipata nelle scuole Unrwa, e chi è ancora nelle proprie case è pronta per abbandonarle. Le forze di occupazione israeliane stanno informando centinaia di persone di lasciare le abitazioni. Chi non ripara nella scuola Unrwa, si trasferisce presso parenti, ma anche questa non è l'ultima sistemazione e dopo poche ore vengono avvisati di abbandonare la casa.

Negli ospedali la situazione è drammatica, feriti sul pavimento in attesa di essere soccorsi. Il personale medico non è sufficiente. Farmaci medicinali e materiali sanitari diversi stanno terminando.

Scarseggiano generi alimentari e nessuno si può muovere a causa dei continui bombardamenti ovunqunque.

Fonti di Pace raccoglie la richiesta di aiuto della popolazione di Gaza in primis, delle strutture sanitarie e lancia un appello urgente per la raccolta fondi.

I fondi raccolti saranno destinati, appena possibile, all'acquisto di generi alimentari e materiali di prima necessità, medicinali e tutto quanto sarà possibile fornire per sollevare il popolo di Palestina dall'ennesima sofferenza.

Puoi fare la tua donazione a Fonti di Pace

IBAN IT45N 01030 01656 000002624683

causale: Emergenza Gaza


Parole. (di Emilio Molinari 11 ottobre 2023)

Sono stanco di giurare la mia condanna ai crimini di Hamas prima di parlare di Gaza. Li condanno! Fanno male prima di tutto alla causa palestinese. Non voglio più discutere di chi è l'aggredito e chi è l'aggressore? Non voglio parlare di politica, perché ho perso le parole per farmi ascoltare.

Se il ministro di un paese democratico come Israele dice di Gaza: "Assedio totale! Niente più cibo, acqua, medicinali, energia gas....sono animali" mentre i suoi carri armati si apprestano ad entrare e i suoi aerei bombardano da giorni e per giorni nessuno si indigna, io mi sento privo di voce. Se la quasi totalità dei giornalisti, dei conduttori TV, dei personaggi intervistati, dei politici, ripete questo concetto senza commento, senza che appaia un moto di sconcerto sui loro volti, io non so con quali termini posso discutere.

Sono vecchio, la mia memoria è vecchia e vecchie le mie esperienze e il mio modo di ascoltare e di reagire a ciò che ascolto.

Mi indigno quando chi dispone dell'informazione non ricorda lo Statuto della Corte Penale Internazionale che recita: Per sterminio si intende.. sottoporre intenzionalmente le persone a condizioni di vita dirette a cagionare la distruzione di parte della popolazione, quali impedire l'accesso a vitto e alle medicine.

Trovo impossibile non vengano loro i brividi mentre ripetono in TV il concetto: ...sono animali.

Animali capite?...Lo stesso concetto usato dai "coloni" americani mentre sterminavano i nativi di un continente, lo stesso usato dagli stati schiavisti verso gli africani, lo stesso usato dai nazisti per sterminare 6 milioni di ebrei.....Sono animali.

Da giorni ascolto impotente questi "informatori dell'opinione pubblica" parlare di ragione della vendetta e fare di questo concetto la nuova cultura del diritto internazionale.

Sono vecchio, stanco, vedo il mondo sgretolarsi e ho perso i termini politici per rispondere a questa indifferenza epocale. Devo ricorrere a termini che non mi sono usuali, che stanno nella sfera dei sentimenti umani: La Pietà. Si! Chiedo la pietà per 3 milioni di palestinesi di Gaza, di cui 900 mila bambini. Pietà per evitare e fermare il massacro annunciato.

Perché questo è il problema, rimosso da tutti, ma il solo vero grande e immediato problema: Lo sterminio di Gaza. E la pietà? E' il solo sentimento di cui dispongo, la ragione...ormai temo sia perduta.